Cos’è la danzamovimento?

danza

La figura del danzamovimentoterapeuta sta acquistando sempre più nel tempo un profilo professionale autonomo, che lo differenzia sia dall’educatore che dal terapeuta, è infatti un operatore che, proprio perché si avvale di metodologie corporee e di movimento può coinvolgere tutto l’essere umano nella sua complessità, attivando le diverse intelligenze (emotiva, corporea, intra personale, inter personale, musicale, artistica) e le variegate risorse della creatività individuale. La corporeità è sempre attraversata dai diversi e misteriosi aspetti della personalità degli esseri umani. Il movimento, se ben condotto nell’opportuno setting, ha il potere di muovere, canalizzare, trasformare il mondo dell’intelligenza affettiva, ed agevolare processi di integrazione ed autenticazione personale.

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L’approccio antropologico-simbolico

Lo specifico indirizzo SIMBOLICO-ANTROPOLOGICO si basa su un APPROCCIO OLISTICO DELLA PERSONA (come formazione rivolta a tutte le dimensioni dell’essere umano), nelle diverse età della vita.
I percorsi a mediazione corporea di danzamovimento utilizzano il MOVIMENTO in integrazione con altre TECNICHE ESPRESSIVE e di ascolto interiore: ARTE, DANZA ETNICA, NARRAZIONE, TECNICHE DI MEDITAZIONE, MEDITAZIONE IN MOVIMENTO, IMMAGINAZIONE ATTIVA; nel coordinamento di intervento pedagogico e intervento clinico.terapeutico (là dove necessario). Questo approccio è proposto e rielaborato, tra gli altri, nei testi della responsabile didattica della scuola, Prof. Alba Naccari Le vie della danza; pedagogia narrativa, danze etniche e danzamovimentoterapia (Morlacchi 2004) e Persona e movimento; per una pedagogia dell’incarnazione (Armando 2006). L’indirizzo simbolico-antropologico, inoltre, mantiene un sostanziale atteggiamento di apertura nei confronti della dimensione spirituale dell’essere umano, nel riconoscimento dello spessore simbolico transculturale delle diverse forme religiose.
 
Per tutto ciò nel nostro approccio simbolico-antropologico consideriamo che nelle metodologie proposte l’intervento educativo in senso ampio può condensare e/o integrare in se stesso una ricaduta terapeutica; facendo del danzamovimentoterapeuta una valida risorsa nelle pedagogie e nelle terapie multimodali del lavoro di equipe. Therapeuein ritrova così il suo antico significato del prendersi cura in senso ampio, accudire, supportare nel crescere.
 

Nel confronto con le matrici narrative ed etnocoreologiche della danza è possibile educare e curare la persona, favorendo un processo di identificazione ed autenticazione personale dei modelli culturalmente condivisi. Modelli che sono, secondo l'approccio antropologico-simbolic, l’espressione particolare diarchetipi universali.

Negli antichi gesti delle coreografie dei popoli vi sono atteggiamenti esignificati esistenziali che riguardano uomini e donne di tutti i tempi, indipendentemente dal luogo geografico e culturale in cui essi vivono. Questi significati e valori sono condensati nello spessore simbolico del gesto danzato. Riteniamo allora che se, oltre che insegnare le danze, si permette di viverne, autenticamente, intensamente, lo spessore simbolico, in un nuovo dispositivo nel setting della danzamovimentoterapia, allora è ancora possibile fare delle danze etniche una opportunità formativa e terapeutica.

“Nell’apprendimento della danza etnica, in un contesto in cui all’insegnamento della coreografie sono integrate metodologie di movimento ed altre tecniche utili adamplificare la percezione del simbolo, è possibile attivare in chi danza l’archetipo corrispondente, che, quale simbolo interno, ri-suonae con-suona, così, con il simbolo esterno. Coerentemente con gli studi di matrice junghiana, abbiamo inteso le danze etniche come una manifestazione-produzione particolare di realtà-atteggiamenti,modelli di comportamento istintuale, universali che giacciono nei meandri dell’interiorità. Conoscere, vivere un simbolo, che viene proposto dall’esterno, può permettere di attivare interiormente vissuti archetipici che gli sono umanamente legati. Si attiva così una sorta di circolarità fra ciò che, in modo decisamente riduttivo, può essere chiamato simbolo esterno esimbolo interno. Dall’attivazione dello spessore interno del simbolo si possono generare all’esternonuove coreografie, dense a loro volta di spessore simbolico”(Le vie della danza, A. Naccari) e attivare cambiamenti signficativi nei comportamenti e nelle scelte di vita.

Tra i presupposti culturali delle metodologie proposte consideriamo il personalismo di E.Mounier, la pedagogia e la psicologia umanistica tra cui autori comeS.Hessen, A.Maslow e V.Frankl, lapsicologia analitica di C.G.Jung edJ.Hillman. Su un piano epistemologico ci siamo orientati nella ricerca di una prospettiva unitaria, cercando di collegare esintetizzare saperi che non sempre interagiscono fra loro (ad esempio, psicologia e religione), mettendone in evidenza ed elaborandone le prospettive di integrazione in ambito formativo. Un modello di riferimento a questo proposito è per noil’epistemologia della complessità,così come proposta da E.Morin eF.Pinto Minerva in relazione alle metodologie della mediazione corporea ed espressiva.


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