IL PERCORSO DELL’EROE

Gli Dei dentro l’uomo – primo livello

Un viaggio archetipico nel mondo del maschile e dei miti che da sempre lo raccontano. Attraverso il linguaggio corporeo andremo a conoscere i principali “volti” del maschile così ben rappresentati dagli Dei dell’Olimpo. Ci avventureremo nelle loro gesta, ascolteremo le loro storie, sentiremo nel corpo la forza, i talenti, i tratti caratteriali di ciascun Dio per scoprire quali volti più ci appartengono e quali altri possiamo conoscere ed integrare per diventare “eroi” della nostra storia personale. Il laboratorio si ispira al testo “Gli dei dentro all’uomo””di J. Bolen.

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METODOLOGIA: tecniche di espressività corporea e teatro fisico; expression primitive; danze etniche; arrazione; tecniche plastico-pittoriche.DESTINATARI: max 15 persone – Durata: 16 ore (2 incontri a cadenza mensile.

Anima: il femminile dentro l’uomo

Un viaggio archetipico nel mondo del femminile e dei miti che da sempre lo raccontano. Attraverso il linguaggio corporeo andremo a conoscere i principali “volti” del femminile così rappresentati dalle Dee dell’Olimpo. Esploreremo i loro movimenti e le loro gesta, ascolteremo le loro storie, sentiremo nel corpo come ri-suonano e con-suonano le caratteristiche di ciascuna Dea, i loro pregi e difetti,  per scoprire quali volti più ci attraggono e quali altri possiamo conoscere ed integrare per diventare partner più consapevoli nel godere una relazione di coppia più matura. Il laboratorio si ispira al testo “Le dee dentro la donna””di J. Bolen.

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DESTINATARI: max 15 persone – Durata: 16 ore (2 incontri a cadenza mensile)
METODOLOGIA: tecniche di espressività corporea e teatro fisico; expression primitive; danze etniche; arrazione; tecniche plastico-pittoriche.

Animus e Anima: riflessi, luci ed ombre nella scelta consapevole del partner

Jung in merito all’amore a prima vista, sosteneva che altro non era che una semplice proiezione. Le persone, secondo Jung, riconoscono il loro animus (componente maschile delle donne) / anima (componente femminile negli uomini) e sono attratti da ciò che riconoscono come la parte inconscia e nascosta di sé stessi. Ecco perchè Jung, sosteneva quanto fosse importante capire questo aspetto della psiche. Solo se si impara a interagire con la propria anima / animus si potrà scegliere il proprio partner in modo consapevole e formare così un sano rapporto di coppia adulto.

Animus e Anima sono due archetipi che indicano una precisa dualità della psiche. Jung è spesso focalizzato sulla DUALITA’ (due sono le madri, doppia è la personalità, ..); Ogni archetipo, contiene un aspetto della vita e il suo opposto, lasciando intendere che entrambi hanno un loro valore; esattamente al contrario di Freud, che nelle sue ricerche sull’ambivalenza (affettiva: odio/amore) era focalizzato sulla conflittualità, tendendo cioè ad eliminare uno dei due poli. Nel pensiero junghiano, la psiche è duale o doppia nel senso che ogni sentimento o atteggiamento contiene il suo opposto; ecco quindi che l’odio convive con l’amore, la sottomissione con la prevaricazione, il conscio con l’inconscio… Da ciò si evince che tale dualità vale anche in ordine ai due generi biologici e Jung ci dice che anche la psiche ha in sé, sia una energia maschile che una femminile e quindi ogni uomo ha in sé un lato femminile e ogni donna ha in sé un lato maschile. Ogni essere umano esprime un’energia dominante, ma contiene, in secondo piano, anche quella opposta. Ecco perchè la psiche, quindi andrebbe vista come una combinazione di principi maschili e femminili Nella Genesi dapprima c’è solo Adamo, Eva esce da una costola di Adamo. Similmente Atena esce dalla testa di Zeus e nell’Olimpo abbiamo un Cielo e una Terra. Nei bassorilievi dei templi indiani, il principio maschile e quello femminile compaiono come un uomo e una donna variamente allacciati (Kamasutra); essi sono due realtà metafisiche, due principi universali. Analogamente nella Bibbia, nel Cantico dei Cantici c’è un inno all’amore del maschile e del femminile come valenze universali. Mentre Freud costringeva ad una identità fissa (uomo-donna) nel pensiero Junghiano ognuno di noi è multiplo e nella persona bene equilibrata, le polarità psichiche sono complementari.

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Jung chiama questa dualità: ANIMA e ANIMUS.

L’ANIMA è l’energia femminile presente nella psiche dell’uomo

e l’ANIMUS l’energia maschile presente nella psiche della donna.

La vita è l’unione di energie complementari, ognuna delle quali tende verso l’altra, compensandola. “L’Anima è la figura che compensa l’energia maschile. L’Animus quella che compensa l’energia femminile”.

I due archetipi, Animus(maschile) e Anima (femminile), sono presenti nell’immaginario collettivo da sempre e sono rappresentati in forma di metafora nei sogni e nell’arte. Per la coscienza, ANIMA significa: legame, unione, protezione, affettività, cura, mantenimento, insieme… mentre per ANIMUS: riflessività, controllo, analisi, ponderazione, razionalità, calcolo, decisione, programmazione, distinzione… Un esempio per tutti: è innegabile che l’accoglienza sia una virtù del femminile: nei mondi primitivi matriarcali l’accoglienza dello straniero era sacra; nel nostro mondo l’accoglienza è carente, perché abbiamo rinnegato i valori del femminile. Animus e Anima sono spesso compagni dei nostri sogni. L’Ombra (il lato peggiore di ogni essere umano) indica ciò che non riconosciamo e che proietta fuori con desiderio, paura o rifiuto. Se dunque un uomo sogna una donna noiosa o debole oppure una fatina dolce e paziente, potrebbero rappresentare le sue controparti femminili vista al negativo o al positivo. Se una donna sogna un eroe coraggioso e invincibile o un aggressore odioso e perverso, potrebbe sognare le sue controparti maschili. Ogni controparte può avere entrambi i caratteri positivi o negativi.

Cosa fare? Ogni essere umano dovrebbe lavorare per risolvere le controparti negative e superarle trasformando le zona d’ombra in zone di luce. Ma perchè uomini e donne spesso non si comprendono? Questo accade, anche perchè Animus e Anima sono due archetipi doppi presenti e non è facile accettarli e conciliarli in noi stessi; questa difficoltà sta alla base di ciò che uomini e donne sperimentano nel tentativo di comprendersi. Perchè, come ovvia conseguenza il tutto parte dalla non comprensione di sé. Tra le due energie (maschile e femminile; Yin e Yang) si sviluppa anche una forza di attrazione che apre la via ad una possibile integrazione. L’amore non è mai facile, è un lavoro e una conquista e la fatica più dura avviene all’interno di se stessi. Anche se, come diceva Jung, gli opposti si attraggono, è anche vero che gli opposti convivono anche con difficoltà. Ecco perchè ogni rapporto raramente è tranquillo e ha potenzialmente in sé il massimo della gioia e il massimo del turbamento. Il nostro scopo è quindi realizzare l’armonia sia dentro di noi che nel rapporto con l’altro; il messaggio è che quanto più riusciremo ad armonizzare la nostra psiche tanto più riusciremo a realizzare una relazione soddisfacente con l’altro migliorando, tra l’altro, anche la convivenza sociale.Quando si incontra (uomo e donna) la persona ‘giusta’ l’archetipo si attiva; qualcuno sostiene che è proprio l’archetipo che, dando seguito ai nostri desideri e alla forza della nostra energia psichica, ci fa incontrare una persona che ‘potrebbe’ essere quella giusta. Dico ‘potrebbe’ perchè dipende dal grado di ‘preparazione’ del soggetto.

L’archetipo propone qualcosa che è in sintonia con il momento del soggetto fruitore e questo, com’è ovvio che sia, non vuol dire, automaticamente, che la persona sia ‘giusta’ in assoluto ma solo ‘giusta’ in quel momento. Infatti, pur ringraziando l’archetipo, dobbiamo sempre avere bene in mente che non è detto che quel partner sia realmente quello da cui avremmo la felicità (a cui tutti dovremmo tendere). Perchè? Perchè potremmo non essere ‘puliti, ma ancora sotto scacco dal complesso sistema di proiezioni. Ovvero la donna proietta il suo animus sul malcapitato mentre l’uomo la sua anima sulla sventurata. Le proiezioni partono dall’Ombra (il lato peggiore di noi stessi), quindi se non comprese e integrate, quell’incontro che inizialmente sembra magico (perchè frutto della proiezione) in seguito risulterà la peggiore scelta della nostra vita (proprio perchè abbiamo scelto …. noi stessi nel lato peggiore).

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E’comunemente noto che gran parte dei nostri contenuti sono, ahimè, inconsci e che ogni uomo porta dentro di sé un lato femminile di cui non è consapevole e ogni donna un lato maschile. Entrambi proiettano nell’altro il proprio archetipo (Anima, Animus) e la relative energia. La proiezione potrebbe provenire dall’Ombra (il nostro lato peggiore). La mancata elaborazione dell’Ombra, ci porta a proiettare lati negative e quindi, ecco perchè spesso le relazioni sono disastrose. Questo perchè, com’è facilmente intuibile, nella proiezione, ciò che è inconscio diventa visibile perchè lo vediamo rispecchiato nell’altro.

Quante volte ci sentiamo dire: ‘sei tutto/a uguale a tua madre/padre’ e noi pronti subito a dire: ‘… chi io? Ma no, non hai capito nulla…’. Quante volte vediamo i difetti degli altri e raramente i nostri? Ecco, questa è l’Ombra. Vi ricordate cosa dice Cristo? ‘… è più facile vedere la pagliuzza negli occhi degli altri che la trave nei nostri? Trattando dell’anima (ma lo si potrebbe declinare anche con l’animus) dovremmo considerare che non è solo la controparte psichica dell’uomo ma anche la sua idea di donna ideale, cioè l’immagine idealizzata (quindi ottimale) che l’uomo ha del femminile. Ma, questa idea, potrebbe avere una derivazione legata alle donne della propria vita (madre, nonna, sorelle, zia, etc). Quando l’archetipo si attiva e l’altro diventa o meglio incarna il nostro partner ideale, dovremmo chiederci se in realtà, non è altro che un riflesso del proprio passato affettivo. Nell’amore scattano giochi che coinvolgono l’Anima e l’Animus. In questo caso, che ha una connotazione nevrotica, dovremmo sempre considerare l’ipotesi che l’Anima/Animus spinge l’innamoramento verso un partner che corrisponde alla sua parte ombra, come se la cercasse in lui/lei. In questo caso, l’amore è solo ….. virtuale. 

Non si ama quel soggetto ma la sua proiezione. In questo caso l’evoluzione del rapporto evidenzia in modo spesso drammatico lo scarto tra l’ideale e il reale, mettendo in crisi il rapporto, perché la sua immagine è lontana dal vero anche se, all’inizio sembrava altro. Concludo rilevando e ponendo in evidenza quanto le differenze culturali siano determinanti nella produzione degli stili di coppia. Infatti ogni paese ne ha uno. Pensate allo stile dei paesi della maggior parte del sud del nostro mondo rispetto a quello del nord. Come tratterà un indiano la propria donna rispetto ad un italiano, un inglese, un americano,un cinese, etc?… ci sono codici, aspettative, credenze, che dipendono da imprinting culturali, per cui nel rapporto di coppia le difficoltà si accrescono. Ecco perchè, spesso i matrimoni misti sono ancora più precari dei matrimoni monoculturali che, ahimè hanno già di suo infinite difficoltà.


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