Risorse gratuite: ADOLESCENZA: PERCORSI DI EDUCAZIONE SOCIO-AFFETTIVA E SESSUALE

Come vivono gli adolescenti il rapporto col loro corpo e le prime esperienze sentimentali? Quali aspetti socio-relazionali sono vissuti da loro come più importanti? Cosa conta di più per loro?

Con chi si confrontano e dove raccolgono le corrette informazioni sulle tematiche legate al sesso e all’affettività?

Per circa 10 anni ho lavorato nelle scuole medie superiori di Forli, Cesena, Faenza, Imola e Bologna ed ho incontrato migliaia di studenti, per percorsi di orientamento scolastico e professionale, prevenzione della dispersione, affinamento e personalizzazione delle metodologie di studio e percorsi di educazione sessuale.

Quando incontro un’aula (o la singola persona nei colloqui individuali), dentro me continua, dopo tanti anni, a rinnovarsi stupore e meraviglia per la capacità dei ragazzi di raccontarsi e di aprirsi con fiducia quando incontrano un adulto che non li giudica e che li ascolta profondamente, prendendosi il tempo per farlo, in maniera attenta e rispettosa
del loro stato d’animo e delle problematiche più o meno profonde che sollevano.

Dietro la ostentata spavalderia e la strafottenza con cui provocatoriamente a volte si mostrano, dietro l’apparente superficialità, ci sono ancora nei ragazzi, forse molto più di qualche generazione fa, capacità di ascolto e di autoanalisi introspettiva, sensibilità, delicatezza e vergogna (mista alla paura del non essere accettati), solitudine ed abbandono (da parte di famiglie sorde e cieche che non si accorgono di loro e dei loro cambiamenti fisici ed emotivi), potenzialità e risorse scarsamente valorizzate e canalizzate da parte degli adulti, insegnanti compresi.

Fortunatamente però, accanto a questi, esistono professori e direttori scolastici attenti e recettivi, capaci di leggere bisogni ed esigenze, senza con ciò sostituirsi alla fondamentale funzione pedagogica della famiglia, mossi da sincero interesse e partecipazione alla vita dei “loro” studenti, con cui è stato possibile progettare percorsi formativi che tengano conto della globalità della persona senza rassegnarsi alla mera funzione di trasmissione della conoscenza, e che condividono la visione della scuola come un luogo di reale crescita personale e relazionale oltre che curricolare.

I ragazzi di oggi, iperstimolati e iperattivi, tutti oramai affetti da disturbi dell’attenzione e della concentrazione, sono, forse per questo, ancora più attenti e sensibili (a volte più fragili perché meno legati a valori e ideali di quanto lo fossimo noi in passato) alle domande sul loro presente e sul loro futuro di uomini e donne, soprattutto all’interno dei percorsi di educazione socio-affettiva e sessuale ove le tematiche affrontate sono per loro di grande interesse ed emotivamente pregnanti.

In particolare l’esperienza sul territorio provinciale su un campione di circa 800 ragazzi di età compresa tra i 16 e i 18 anni, evidenzia che meno della metà degli adolescenti che ho incontrato riesce ad avere un buon dialogo in famiglia, (più facilmente le ragazze), e solo un terzo di loro riesce ad affrontare serenamente e senza imbarazzi, coi propri genitori o con altre figure educative, tematiche legate al sesso e soprattutto alla vita emotiva ed affettiva dei rapporti di coppia, dalle prime cotte alle relazioni più serie, fino ad arrivare al confronto sul matrimonio e sulle sempre più frequenti separazioni.

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– Nella prima parte delle attività in aula, denominata “IL SE’ CORPOREO E L’IDENTITA’ ” i ragazzi sono invitati a partecipare ad un percorso di scoperta di sé e dell’altro, ove è importante spogliarsi dei falsi imbarazzi, stereotipi e ipocrisie per permettere un confronto aperto e sereno tra loro e l’esperto che, avvicinandosi al loro mondo con competenza e serenità, senza preconcetti di sorta, permette di legittimare in aula, dentro al gruppo dei pari, il mondo degli adulti sulle tematiche sessuali, abbattendo il muro della distanza generazionale che spesso prescrive, sentenzia e legifera univocamente, anziché privilegiare gli strumenti del dialogo e della comprensione empatica.

La riflessione sulla propria identità maschile e femminile apre l’esplorazione delle differenze e dell’altro, inteso come diverso da sé: ripercorrendo le tappe di sviluppo psico-sessuale (fisico, affettivo e relazionale dalla nascita alla pubertà sino alla formazione della identità adulta), insieme analizziamo le differenze fisico-corporee e fisiologiche, quelle mentali e psicologiche e quelle sentimentali-affettive, legate al modo di amare e relazionarsi, relative alla diversità (sessualità=secare=separare tra maschile e femminile) che spesso rende difficile in questa età il rapporto col proprio corpo sessuato e il sentirsi a proprio agio con persone dell’altro sesso.

Individualmente ciascuno disegna la propria immagine corporea e attribuisce un voto con cui promuove o boccia ciò che piace e non piace fisicamente di sè. Nel lavoro a piccoli gruppi ci si confronta con i compagni sul rapporto con se stessi, con gli amici, gli adulti e in plenaria si condividono le difficoltà cogliendo i suggerimenti di chi invece riesce a star bene con sé, le amicizie e le figure educative.

Nel “message in the bottle” raccogliamo in forma anonima tutte le domande (richieste di chiarimento, dubbi, aspetti problematici e difficili legati alla sessualità e al mondo degli affetti) della classe che verranno lette e su cui l’aula, guidata dall’esperto, si confronterà e cercherà di rispondere, anche estendendo il confronto a ragazzi più grandi, a giovani-adulti e a persone più mature attraverso la modalità dell’intervista.

Questo lavoro denota ed evidenzia come nelle relazioni interpersonali e sentimentali tra gli adolescenti vi siano difficoltà nel comunicare e nell’agire dovuta alla spaccatura tra:

– i ruoli (maschio e femmina), la cultura (puoi fare o non fare certe cose ed esserne giudicato) e i pregiudizi, da un lato;

– e la sostanza dei rapporti dall’altro, che è invece più centrata sulla dignità e sulrispetto della persona che abbiamo di fronte, indipendentemente dal sesso di appartenenza.

Per quanto riguarda il grado di conoscenza del proprio corpo e di competenza su tematiche sessuali, pochissime persone (in genere una o due ragazze per classe) sono correttamente informate sulle tipologie di contraccezione, distinguendo tra dispositivi anticoncezionali e quelli abortivi,  sull’esistenza di metodi naturali, sulla morfologia interna ed esterna degli organi sessuali, la fisiologia della riproduzione e i periodi di fertilità legati al ciclo, nonchè sui rischi legati all’HIV e a tutte le malattie sessualmente trasmissibili.

Pare quindi necessario e importante continuare a proporre nelle scuole superiori questo tipo di attività che facilita il dialogo e la socializzazione abbattendo barriere relazionali e permettendo il circolare di corrette informazioni sfatando false credenze e miti che, ancora oggi, condizionano le menti e a volte snaturano l’approccio tra i sessi.

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– Nella seconda parte delle attività in aula, denominata “IL DIALOGO E L’INNAMORAMENTO ” l’attenzione si sposta sui diversi tipi di rapporto che possono crearsi tra uomo e donna, sugli aspetti di comunicazione e relazione, focalizzando come la sessualità umana possa essere uno dei più sublimi mezzi dicomunicazione e come la sessualità usa e getta invece ne sia priva -e di come possa divenire svilente e spersonalizzante per chi la sperimenta, mancando la fondamentale dimensione del rispetto e facendo sentire manipolato e strumentalizzato chi la subisce o accetta di viverla-. E’ sorprendente e molto bello scoprire che al di là di flirt-lampo e facili rapporti da serata in discoteca, tutti i ragazzi, maschi e femmine, siano assolutamente sensibili al valore del rispetto della propria e altrui persona e convengano come sia molto differente e più appagante un rapporto vero, sincero, esclusivo e fedele, che ognuno in cuor suo fortemente desidera, non vergognandosi di ammetterlo davanti alla classe da cui si sa, ci si sente sempre un po’ giudicati.

Si gioca con le carte pescando dal mazzo brevi frasi da commentare (e da rilanciare al gruppo-classe) legate ai rapporti sentimentali, alle relazioni tra uomo e donna, ai primi rapporti sessuali e ai primi innamoramenti, alle prime delusioni, all’amicizia tra sessi, e si verbalizzano, liberamente, le proprie esperienze.

Pare proprio che la grande maggioranza  i ragazzi cerchino “la” storia d’amore, il grande amore che non finisce e che ti ama e ti accetta così come sei, l’uomo o la donna di cui potersi fidare, con cui sognare un futuro insieme e anche, magari, una bella famiglia unita. Ma poi le prime scottature fanno male e si finisce per non crederci più.

E’ quasi incredibile aver rilevato che l’interesse maggiore di questi ragazzi non sia centrato su tematiche sessuali o corporee, quanto su quelle relazionali: le domande più frequenti sono infatti legate al chiedermi ricette su come si fa a far durare un rapporto, come si possono superare i momenti di crisi, le sbandate e i tradimenti, la mancanza di fiducia, la gelosia morbosa e possessiva.

Credo che questo sia un forte messaggio da recepire: quello di una generazione di adolescenti che dopo la liberazione sessuale sta cercando di tornare alle relazioni autentiche ed appaganti di chi non vuole fermarsi, di chi ti dice che il dialogo e la comunicazione, la comprensione e l’ascolto sono davvero importanti, più importanti dell’orgasmo e della performance fisico-sessuale.

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– Nella terza ed ultima parte delle attività, denominata “AMORE E INTIMITA’ ” cerchiamo insieme di capire come si passi dall’innamoramento all’amore, dall’incontro alla scelta di un tu particolare ed unico con cui si sta sulle nuvole per un po’, ma che ben presto si rivela per ciò che è, al di là delle idealizzazioni o della proiezione delle proprie aspettative. Allora la coppia entra fortunatamente in crisi ed è costretta a decidere se cominciare una vera storia d’amore superando la delusione, imparando a dialogare e negoziare un nuovo e più vero rapporto, scommettendo la vita con quella persona, oppure rinunciare, stallando nei litigi o lasciandosi per cercare un nuovo amore da idealizzare e da cui si sarà inevitabilmente di nuovo delusi.Ognuno verifica a quale tappa e profondità relazionale è arrivato nel percorso che porta all’incontro dell’altro, e il gruppo-classe si confronta sulle esperienze d’amore vissute da chi, con coraggio, racconta qualcosa di sé (e in genere questo è premiato con l’attenzione e il sostegno dei compagni, partecipi e desiderosi di esplicitare il proprio pensiero a riguardo). Con la tecnica del brainstorming si chiede a ciascuno di definire il concetto di intimità e si scopre che, accanto alla fisicità, per i ragazzi può essere intimo un sorriso, uno sguardo, un abbraccio e una coccola, un momento di pace, un tramonto guardato insieme, e non solo tra fidanzati, anche tra amici o tra genitori e figli; a volte è intimo lo stesso silenzio complice e attento di chi sa ascoltare lo stato d’animo e le variazioni dell’umore.Intimo è soprattutto chi ci comprende, chi ci fa sentire amati, che ci fa sentire a nostro agio, liberi di esprimerci. Questo è quello che pensano gli adolescenti di oggi, a Forli, e questa è anche la finalità del percorso, facilitare nei ragazzi la socializzazione e la condivisione di esperienze di vita, tra loro e con gli adulti, sostenere la responsabilizzazione e la crescita personale e relazionale sviluppando senso critico verso i messaggi dei media e degli standard estetici, oltre i pregiudizi, creando un clima un cui ciascuno possa sentirsi libero di esprimersi senza paura del giudizio degli altri e con la serenità di chi può permettersi di esporsi trovando l’ascolto e la disponibilità ad entrare in comunicazione.

Dott.ssa Elisabetta Rustignoli
Psicologo Clinico – Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale
Studio SOPHIA CONSULTING – Forlì


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